LETTERA AI
CITTADINI DI LENTINI
MARTIRI
LENTINESI: PADRI DELLA NOSTRA FEDE
1750°
Anniversario del Martirio dei Santi Alfio, Filadelfo e Cirino
Carissimi,
nel 1750°
anniversario del martirio dei Santi Alfio Filadelfo e Cirino, sono
lieto di rivolgere il mio saluto affettuoso e il mio messaggio di
fede a tutti i fedeli di Lentini che ispirano la propria vita
all’esempio di questi gloriosi martiri e godono del loro potente
patrocinio.
Questi tre santi
fratelli, nati a Vaste in Puglia da una famiglia patrizia,
accusati, processati e condannati, in quanto cristiani, hanno
consumato il loro martirio nella città di Lentini, irrorando con
il loro sangue questa nobile terra. E i lentinesi non soltanto
conservano nel loro cuore la memoria dei Santi Martiri, ma ne sono
orgogliosi, manifestando con entusiasmo la loro devozione a questi
campioni della fede.
I tre Santi,
perseguitati sotto l’imperatore Treboniano Gallo, tradotti in
catene in una crudele odissea lungo l’Italia, processati prima da
Nigellione, poi dal prefetto Licino a Roma, quindi da Diomede a
Pozzuoli, infine dal preside di Sicilia Tertullo, resistettero con
coraggio e fortezza sia alle blandizie volte a distoglierli dalla
fede, sia alle minacce avanzate per impaurirli, sia alle sevizie e
alle torture con cui si voleva fiaccare la loro volontà.
Il 10 Maggio 253
vengono barbaramente martirizzati.
LA PAROLA DELLA
CROCE
Ancora oggi essi ci
comunicano “la parola della Croce” (1Cor 1,18), quella parola di
luce e di salvezza che proviene dalla Croce di Cristo, cui i santi
martiri sono associati. Ancora oggi la loro testimonianza rivela
il valore del sacrificio, del dono di sé fino alla morte. Questa è
la prima verità che insegnano a chi oggi vuole essere cristiano,
vivendo in un mondo dove trionfa l’edonismo e dove il valore del
sacrificio è disatteso; in un mondo dove non si fa niente per
niente e dove l’accaparramento dei beni soppianta il valore della
gratuità. I martiri ci insegnano ad andare contro-corrente
rispetto alla mentalità del mondo, ci insegnano il coraggio e la
coerenza col Vangelo. Ci rivelano che non può esistere un
cristianesimo a buon mercato.
La testimonianza dei
tre martiri di Lentini ci offre, inoltre, l’opportunità di fare
un’altra riflessione in riferimento alla famiglia e alla
dimensione educativa. Questi tre fratelli sono stati educati in un
ambiente familiare ricco di valori autentici, si sono ispirati
all’esempio di due genitori santi, Vitale e Benedetta, e inoltre,
hanno avuto per precettore un grande educatore cristiano, Onesimo,
il quale subì il martirio poco prima di loro. Ognuno di noi oggi
può comprendere l’importanza di una famiglia unita, sana,
cristiana, che guidi il cammino educativo dei figli. Quando viene
a mancare alle spalle una famiglia formata sull’amore, sulla
donazione reciproca, sui valori umani e cristiani, inevitabilmente
i giovani non potranno ricevere una formazione cristiana e
soffriranno nella loro vita di un profondo smarrimento.
“IL SANGUE DEI
MARTIRI È SEME DI NUOVI CRISTIANI”
In occasione della
festa dei Santi martiri il nostro sguardo, inoltre, si allarga,
passando dalla famiglia alla Chiesa: la famiglia cristiana è una
Chiesa domestica; la Chiesa è la “famiglia delle famiglie”. Mai
come nel caso di Lentini è risultato vera l’espressione di
Tertulliano: “Il sangue dei martiri è seme di nuovi cristiani”.
Subito dopo il martirio di Alfio, Filadelfo e Cirino, il vicario
di quel Tertullo cha aveva ordinato l’uccisione dei tre fratelli,
e precisamente Alessandro, convertitosi al cristianesimo,
assumendo il nuovo nome di Neofito, fu il primo Vescovo di
Lentini. Lentini, elevata a sede vescovile, visse secoli di
splendore di vita cristiana. Basti menzionare il fatto che la
Chiesa di Lentini riconobbe a Maria SS.ma il titolo di Theotòkos
ancor prima della definizione del Concilio di Efeso.
Ma anche dopo che
Lentini cessò d’essere sede vescovile, ha continuato il cammino di
fede ispirandosi ai Santi martiri. Ne è testimonianza una
molteplicità di luoghi sacri, quali la Chiesa Madre,
ex-Cattedrale, la Chiesa della Fontana, la Grotta dei Santi.
Segno eloquente di questa fede è anche la tradizione dei “nudi”, i
devoti che, di corsa, nella notte tra il 9 e il 10 maggio
percorrono le strade attraversate dai tre fratelli nudi in catene.
Pure i “devoti spingitori della vara di S. Alfio” attestano la
loro fervida devozione e il loro impegno per una vita cristiana
fedele al Vangelo.Con loro mi piace ricordare anche i membri del
“Comitato” che, nel corso dei mesi che precedono la festa, nel
silenzio e nella preghiera, preparano ed organizzano i
festeggiamenti, nonché i giovani del gruppo “Labor non honor” che,
nello spirito di fede e di servizio, divengono motore trainante.
Il CULTO AI SANTI
MARTIRI
Inserendomi in
queste nobili tradizioni desidero esprimere, oltre al mio plauso,
l’indicazione più idonea affinché il culto dei Santi sia veramente
illuminato. A tal fine il culto dei Santi deve essere anzitutto
cristocentrico: ammirando la fortezza e la generosità dei martiri,
noi siamo chiamati a volgere lo sguardo sul Volto di Cristo, il
martire per antonomasia, il “testimone fedele” (Ap 1,5). La
devozione ai Santi deve essere, quindi, evangelicamente fondata,
deve trovare nella Parola del Signore il necessario nutrimento di
fede.
In secondo luogo, il
culto dei Santi deve avere un ampio respiro ecclesiale, deve farci
vivere in pienezza il mistero della “comunione dei Santi”, la
ricchezza del corpo mistico di Cristo di cui tutti facciamo parte.
Infine, non possiamo
trascurare il fatto che i Santi, oltre ad essere nostri
intercessori, nostri amici presso il Signore, sono anche nostri
modelli di vita. Sarebbe molto povera una devozione che non si
aprisse all’imitazione. Per imitazione non si intende la
ripetizione di tutto ciò che costituisce la loro personalità:
ognuno di noi, infatti, è unico, originale, irripetibile. Per
imitazione s’intende, invece, l’intendimento di lasciarsi guidare
dal loro esempio imitandone le virtù, lo slancio di fede e di
carità.
I Santi ci insegnano
a raccogliere le sfide che il mondo di oggi ci lancia e a
rispondervi, alla luce del Vangelo, con intelligenza di fede e con
generosità di amore, nella duplice fedeltà a Dio e all’uomo.
Con questi auspici,
di cuore imploro su tutti la benedizione del Signore per
intercessione dei Santi Martiri Alfio, Filadelfo e Cirino.
Siracusa, 10 maggio
2003
+ Giuseppe Costanzo
Arcivescovo |