GIUBILEO 2003

Lettera Vescovo

 Lettera Pastorale  

  di S.E. mons. Giuseppe 

  Costanzo

 

 Telegramma dal 

 Vaticano

 

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LETTERA AI CITTADINI DI LENTINI

MARTIRI LENTINESI: PADRI DELLA NOSTRA FEDE

 

1750° Anniversario del Martirio dei Santi Alfio, Filadelfo e Cirino

 

Carissimi,

nel 1750° anniversario del martirio dei Santi Alfio Filadelfo e Cirino, sono lieto di rivolgere il mio saluto affettuoso e il mio messaggio di fede a tutti i fedeli di Lentini che ispirano la propria vita all’esempio  di questi gloriosi martiri e godono del loro potente patrocinio.

Questi tre santi fratelli, nati a Vaste in Puglia da una famiglia patrizia, accusati, processati e condannati, in quanto cristiani, hanno consumato il loro martirio nella città di Lentini, irrorando con il loro sangue questa nobile terra. E i lentinesi non soltanto conservano nel loro cuore la memoria dei Santi Martiri, ma ne sono orgogliosi, manifestando con entusiasmo la loro devozione a questi campioni della fede.

I tre Santi, perseguitati sotto l’imperatore Treboniano Gallo, tradotti in catene in una crudele odissea lungo l’Italia, processati prima da Nigellione, poi dal prefetto Licino a Roma, quindi da Diomede a Pozzuoli, infine dal preside di Sicilia Tertullo, resistettero con coraggio e fortezza sia alle blandizie volte a distoglierli dalla fede, sia alle minacce avanzate per impaurirli, sia alle sevizie e alle torture con cui si voleva fiaccare la loro volontà.

Il 10 Maggio 253 vengono barbaramente martirizzati.

 

LA PAROLA DELLA CROCE

Ancora oggi essi ci comunicano “la parola della Croce” (1Cor 1,18), quella parola di luce e di salvezza che proviene dalla Croce di Cristo, cui i santi martiri sono associati. Ancora oggi la loro testimonianza rivela il valore del sacrificio, del dono di sé fino alla morte. Questa è la prima verità che insegnano a chi oggi vuole essere cristiano, vivendo in un mondo dove trionfa l’edonismo e dove il valore del sacrificio è disatteso; in un mondo dove non si fa niente per niente e dove l’accaparramento dei beni soppianta il valore della gratuità. I martiri ci insegnano ad andare contro-corrente rispetto alla mentalità del mondo, ci insegnano il coraggio e la coerenza col Vangelo. Ci rivelano che non può esistere un cristianesimo a buon mercato.

La testimonianza dei tre martiri di Lentini ci offre, inoltre, l’opportunità di fare un’altra riflessione in riferimento alla famiglia e alla dimensione educativa. Questi tre fratelli sono stati educati in un ambiente familiare ricco di valori autentici, si sono ispirati all’esempio di due genitori santi, Vitale e Benedetta, e inoltre, hanno avuto per precettore un grande educatore cristiano, Onesimo, il quale subì il martirio poco prima di loro. Ognuno di noi oggi può comprendere l’importanza di una famiglia unita, sana, cristiana, che guidi il cammino educativo dei figli. Quando viene a mancare alle spalle una famiglia formata sull’amore, sulla donazione reciproca, sui valori umani e cristiani, inevitabilmente i giovani non potranno ricevere una formazione cristiana e soffriranno nella loro vita di un profondo smarrimento.

 

“IL SANGUE DEI MARTIRI È SEME DI NUOVI CRISTIANI”

In occasione della festa dei Santi martiri il nostro sguardo, inoltre, si allarga, passando dalla famiglia alla Chiesa: la famiglia cristiana è una Chiesa domestica; la Chiesa è la “famiglia delle famiglie”. Mai come nel caso di Lentini è risultato vera l’espressione di Tertulliano: “Il sangue dei martiri è seme di nuovi cristiani”. Subito dopo il martirio di Alfio, Filadelfo e Cirino, il vicario di quel Tertullo cha aveva ordinato l’uccisione dei tre fratelli, e precisamente Alessandro, convertitosi al cristianesimo, assumendo il nuovo nome di Neofito, fu il primo Vescovo di Lentini. Lentini, elevata a sede vescovile, visse secoli di splendore di vita cristiana. Basti menzionare il fatto che la Chiesa di Lentini riconobbe a Maria SS.ma il titolo di Theotòkos ancor prima della definizione del Concilio di Efeso.

Ma anche dopo che Lentini cessò d’essere sede vescovile, ha continuato il cammino di fede ispirandosi ai Santi martiri. Ne è testimonianza una molteplicità di luoghi sacri, quali la Chiesa Madre, ex-Cattedrale, la Chiesa della Fontana, la Grotta dei Santi.  Segno eloquente di questa fede è anche la tradizione dei “nudi”, i devoti che, di corsa, nella notte tra il 9 e il 10 maggio percorrono le strade attraversate dai tre fratelli nudi in catene. Pure i “devoti spingitori della vara di S. Alfio” attestano la loro fervida devozione e il loro impegno per una vita cristiana fedele al Vangelo.Con loro mi piace ricordare anche i membri del “Comitato” che, nel corso dei mesi che precedono la festa, nel silenzio e nella preghiera, preparano ed organizzano i festeggiamenti, nonché i giovani del gruppo “Labor non honor” che, nello spirito di fede e di servizio, divengono motore trainante.

 

Il CULTO AI SANTI MARTIRI

Inserendomi in queste nobili tradizioni desidero esprimere, oltre al mio plauso, l’indicazione più idonea affinché il culto dei Santi sia veramente illuminato. A tal fine il culto dei Santi deve essere anzitutto cristocentrico: ammirando la fortezza e la generosità dei martiri, noi siamo chiamati a volgere lo sguardo sul Volto di Cristo, il martire per antonomasia, il “testimone fedele” (Ap 1,5). La devozione ai Santi deve essere, quindi, evangelicamente fondata, deve trovare nella Parola del Signore il necessario nutrimento di fede.

In secondo luogo, il culto dei Santi deve avere un ampio respiro ecclesiale, deve farci vivere in pienezza il mistero della “comunione dei Santi”, la ricchezza del corpo mistico di Cristo di cui tutti facciamo parte.

Infine, non possiamo trascurare il fatto che i Santi, oltre ad essere nostri intercessori, nostri amici presso il Signore, sono anche nostri modelli di vita. Sarebbe molto povera una devozione che non si aprisse all’imitazione. Per imitazione non si intende la ripetizione di tutto ciò che costituisce la loro personalità: ognuno di noi, infatti, è unico, originale, irripetibile. Per imitazione s’intende, invece, l’intendimento di lasciarsi guidare dal loro esempio imitandone le virtù, lo slancio di fede e di carità.

I Santi ci insegnano a raccogliere le sfide che il mondo di oggi ci lancia e a rispondervi, alla luce del Vangelo, con intelligenza di fede e con generosità di amore, nella duplice fedeltà a Dio e all’uomo.

Con questi auspici, di cuore imploro su tutti la benedizione del Signore per intercessione dei Santi Martiri Alfio, Filadelfo e Cirino.

 

Siracusa, 10 maggio 2003                                                

                           + Giuseppe Costanzo

                                                               Arcivescovo